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“Pro maiore sanitate hominum civitatis…et borgorum”. Lo smaltimento dei rifiuti nelle città medievali dell’Emilia Romagna (Premio Ottone d’Assia e Riccardo Francovich 2017)

Autore
Lara Sabbionesi
Collana
Premio Ottone D'Assia e Riccardo Francovich
Luogo di stampa
Firenze
Casa editrice
All'Insegna del Giglio
Anno di pubblicazione
2019
Abstract

L’immondizia e le deiezioni sono da sempre considerati qualcosa di negativo, un tabù, argomento scomodo, di cui non parlare. Questo non significa però che non meritino l’attenzione e la curiosità degli studiosi, anche perché se «l’uomo è un animale che produce rifiuti» (Viale G., 1994, Un mondo usa e getta, Milano), bisogna capire i rifiuti per capire l’uomo. Oggi l’idea di Medioevo è fortemente associata a caratteri negativi, di arretratezza tecnologica e morale e, soprattutto, di sporcizia. Ovviamente il concetto di sporco e la percezione del decoro sono relativi e le soluzioni proposte nel passato per regolare gli aspetti legati all’igiene nelle città potrebbero apparire agli occhi di un osservatore contemporaneo banali e sicuramente insufficienti. Ma è proprio vero che il Medioevo fosse così “lurido” e soprattutto che il problema non fosse avvertito? Per rispondere a tali domande questo libro tenta di indagare proprio il rapporto del cittadino medievale con l’igiene e lo fa attraverso l’analisi delle strategie per lo smaltimento dei rifiuti messe in atto in contesti di tipo urbano diversi geograficamente (rivolgendo la propria attenzione all’Emilia Romagna), cronologicamente (si va dal XIII secolo, momento della comparsa negli statuti cittadini di precise norme riguardanti il problema affrontato, al XVI secolo) e socialmente. Non solo immondizie, quindi, non solo oggetti scartati, ma “butti”, discariche, latrine, fogne considerati non più solo dei contenitori, ma soggetti autonomi di ricerca, parti di processi e di complesse strategie di smaltimento che permettono di far luce su vari aspetti legati alla vita quotidiana degli uomini del passato. Allo studio delle fonti materiali si affianca poi l’analisi delle fonti scritte, per comprendere quali meccanismi e quali logiche abbiano guidato l’agire pubblico nel momento in cui, attraverso statuti e legislazioni, si tentò di affrontare il problema del decoro e della pulizia degli ambienti urbani e quale sia stata poi la risposta delle comunità di fronte a tali dettami.